Il blog di San Lorenzo

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16 Maggio 2008

The food 2.0 Project: Nom, Nom, Nom

La vostra food blogger preferita, cioè io ;), domenica parteciperà a Londra a un evento che lascerà il segno negli annali del food blogging!

Insieme alla stupenda Julia di A slice of Cherry Pie, cucineremo insieme un menù di 3 portate per 4 persone in occasione di  The food 2.0 Project: Nom, Nom, Nom. I piatti sarano tutti incentrati su un’unico tema: “Where England meets Italy”, un mix culturale e di cubo, con ingredienti inglesi freschi e stagionali abbinati a ingredienti o preparazioni tipicamente italiane!

Insieme ad altri 24 partecipanti, siamo determinate a cucinare, divertirci e rendere la giornata di domenica 18 maggio indimenticabile!

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15 Maggio 2008

Speck del Trentino

Un prodotto rinomato e unico, lo speck è uno di quei salumi che non può mancare sulla nostra tavola.
Prodotto nel Trentino Alto Adige, è lavorato nello stesso modo da secoli. Chiamato fino al ‘700 con la dizione tedesca, “bachen”, è solo in epoca moderno che si fregia dell’appellativo di “speck”.
Lo speck del Trentino San Lorenzo è prodotto, come tradizione della zona nella quale viene prodotto, solo con le cosce del suino e la sua lavorazione avviene in 4 fasi:
- la scelta della carne, basilare per la preparazione di uno speck di qualità, con una particolare attenzione al taglio.
- La salmistratura della carne, “bagnando” la carne con una marinatura secca composta da sale, pepe, spezie e aromi, girandolo quotidianamente per 15 giorni.. Ogni contadino ha la sua ricetta che varia leggermente da famiglia a famiglia, nella migliore tradizione italiana.
- L’affumicatura, tramite l’utilizzo di legni dolci, accuratamente selezionati.
- La stagionatura, che può durare dai 3 ai 6 mesi, in locali appositi.

Solo dopo queste 4 fasi lo speck sarà pronto per giungere sulle vostre tavole.

Il territorio: Trento e dintorni

Terra di mele, salumi e vini pregiati, il Trentino offre anche spettacolari bellezze naturalistiche. Tra le più famose, le Dolomiti, il Parco Nazionale dello Stelvio, i ghiacciai, l’Adige e le vicende storiche che lo accompagnano.
Ma non è solo natura, ma anche arte: Trento, Merano, Brunico e i loro palazzi, le chiesette presenti in ogni paese, i santuari…
Il Trentino è una terra da scoprire ed esplorare, sia d’estate sia d’inverno.

A fine maggio del 2008 si terrà, a Bolzano, la decima edizione della SpeckFest, un evento che unisce cultura popolare locale e musica folk, accompagnato da milioni di fette di speck!

Hai provato lo Speck del Trentino San Lorenzo*? Cosa ne pensi? Scrivicelo nei commenti!

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12 Maggio 2008

Tuma dla Paja

Tuma dla PajaTùma (toma) in dialetto piemontese definisce genericamente “il formaggio”, in quanto rappresenta una tipologia di formaggio tra i più diffusi negli alpeggi e nelle vallate piemontesi.
La tuma San Lorenzo è prodotta con latte di pecora, latte di ovino e latte vaccino, nonché panna sale e caglio. La lavorazione avviene a temperature basse, lavorando il latte appena munto aggiungendo il caglio liquido. Dopo la coagulazione la cagliata viene posta nelle forme che verranno lasciate stagionare a temperatura ambiente, d’estate, nella paja, termine piemontese per “paglia”.
Questa particolare stagionatura dona alla toma dei sentori di paglia e di nocciola, una crosta bianca e rugosa, che nasconda una pasta morbida, cremosa e profumata.
Ancora oggi la tuma dla paja San Lorenzo è prodotta seguendo i metodi artigianali, riportando alla luce un formaggio raro e spesso dimenticato.

Il Territorio: le Langhe Piemontesi

Famose per i vini pregiati, Barolo e Barbaresco per nominare i due più famosi, e i formaggi, le Langhe sono un territorio collinare (da cui il nome) diviso principalmente in tre zone:
- l’Alta Langa, comprensive di tutte le terre sopra i 600 metri, caratterizzate dall’allevamento delle pecore e dai boschi di castagni;
- le Medie Langhe, con quote comprese tra i 500 e i 600 metri, famose per la produzione di frutta, ma soprattutto per le Nocciole Piemonte i.g.p.;
- le Basse Langhe, comprensive delle vallate e delle terre diradanti verso il Tanaro, caratterizzate dalla coltivazione intensiva di vigneti d.o.c., come Barolo, Barbaresco, Barbera, Dolcetto…
Risalendo fino ai romani, che costruirono le prime strade costeggiando i crinali, “andar per Langa” è ancor oggi sinonimo di una specificità della regione che porta a percorrerne i territori costeggiando le colline piuttosto che attraversandole.
Territori isolati per secoli e poco interessati dal turismo, il settore enogastronomico ha portato queste terre selvagge alla riscoperta, alla salvaguardia e allo sviluppo.
E percorrendo le strade tortuose si ritrovano così moltitudini di castelli, che vanno da edifici modesti a residenze signorili e nobiliari, trasformati in centri dell’amministrazione pubblica o ancora abitati dai discendenti di antiche famiglie.
ogni anno molti di questi castelli vengono aperti in primavera alle visite: per maggiori informazioni.

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8 Maggio 2008

Alici marinate

alici marinateUn prodotto fresco e raro, non tanto per la specificità degli ingredienti, ma per il metodo di lavorazione. raramente si trovano in commercio alici marinati composte dai due filetti ancora uniti, ma le alici marinate San Lorenzo hanno ancora i due filetti perfettamente attaccati: tutto ciò che è stato tolto sono state la lisca centrale e la testa.
Le alici fresche vengono decapitate, aperte a metà e diliscate. Vengono poi disposte a strati, bagnandole con aceto e olio d’oliva (che vi consigliano di scolare prima del consumo) e lasciate macerare per almeno sei ore prima di essere disposte nelle loro confezioni e richiuse sottovuoto. Le alici mantengono così la loro originale carnosità e assumo un leggero sapore di aceto, che dona la giusta acidità al palato.

Il territorio: la Liguria
Una regione arroccata sui monti ma affacciata sul mediterraneo, divide la sua identità tra la selvaggia parte montana, fatta di piccoli borghi fermi da secoli, e l’urbanizzata, turistica e mondana fascia litoranea.
Questa dicotomia si ripercuote anche sulla tradizione gastronomica, fatta di prodotti freschi, ma anche di conserve. Le colline coltivate a olivi e a basilico, nonché a fiori, sono una caratteristica della discesa verso il litorale roccioso. E basilico e olive sono i prodotti principi di una terra generosa nei confronti di uno sfruttamento all’ultimo centimetro verticale. Basilico per il famoso pesto [CH] e olive per l’altrettanto famoso olio extra vergine d’oliva ligure, d.o.p. della Riviera ligure [CH].

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5 Maggio 2008

Pancetta filettata

pancetta filettataLa pancetta è un salume di suino diffuso su tutto il territorio nazionale. Mentre può cambiare sostanzialmente da paese a paese il sapore e la parte di maiale utilizzata, esistono principalmente due tipi di lavorazione.
La pancetta tesa, prodotta sovrapponendo parti grasse e carnose del maiale e pressandole, e la pancetta arrotolata, ove, dopo la sovrapposizione delle differenti parti, si arrotola il tutto e lo si inserisce in un budello e lo si mette a stagionare.
La Pancetta filettata San Lorenzo* è un prodotto di punta, in quanto molto magro, composto da pancetta di maiale priva di cotenna, arrotolata intorno ad un cuore di carne magra e stagionata per almeno 90 giorni.
La leggera salatura e aromatizzazione, conferiscono a questo prodotto un gusto unico che insaporirà tutti i vostri piatti.

Il territorio: l’Appennino parmense
Abitata fin da epoca romana, la zona che si estende da parte verso sud, verso l’Appennino è sempre stata caratterizzata da un intenso traffico di uomini e merci, in quanto facente parte delle principali linee di attraversamento della pianura Padana.
Zona di produzioni gastronomiche di eccellenza, primo fra tutti il Parmigiano Reggiano, si distingue anche per il burro pannoso e l’allevamento dei suini, che porta a un’ampia produzione di salumi tipici, come il salame felino, il culatello, il prosciutto.
Famosi sono anche gli anolini, piccoli ravioli ripieni di pan grattato, parmigiano, uova e sugo ristretto di carne.

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28 Aprile 2008

Funghi Porcini Essiccati Extra

Funghi Porcini Essiccati ExtraSpecialità comune a molte zone montane italiane, i funghi porcini essiccati sono perfetti in qualsiasi momento.
Apprezzati fin dal medioevo, rimangono tutt’oggi funghi selvatici, impossibili da piegare alla coltivazione, ma prodotti spontanei dei sottoboschi di castagni, cerri, faggi, carpini e frassini.
Partendo dal prodotto appena raccolto, i funghi vengono tagliati a fette sottili e poggiate sulle griglie ben distanziati. Posso essere essiccati in due modi: sotto il sole, girandoli spesso, o in appositi essiccatoi per 12-16 ore. L’unica differenza è è nel colore: quelli essiccati naturalmente sotto il sole risulteranno più scuri e leggermente raggrinziti.
I funghi porcini essiccati San Lorenzo sono raccolti nell’entroterra montano ligure e si fregiano della definizione “Qualità extra” per il loro profumo particolarmente intenso e le dimensioni, estremamente grandi.immagine-019.jpg
Prima di consumarli, fateli ammorbidire in un bicchiere di acqua calda per almeno 20 minuti.

Il territorio: la Val Bormida

A cavallo tra la Liguria e il Piemonte e sempre contesa tra le due realtà territoriali, nodo strategico per il collegamento tra le Langhe e il mare, la Val Bormida è da secoli un polmone di foreste, nonché riserva di combustibile e materiali per il territorio ligure. La presenza di tanto legno ha portato nei secoli allo sviluppo dell’industria del vetro e del ferro in epoca preindustriale.
Oggi meta di turismo campestre e naturista, la Val Bormida oggi rimane una terra prolifera, ma fatta di un’agricoltura più povera e frazionata, diversamente dal vicino Monferrato, molto più ricco e imprenditoriale.

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24 Aprile 2008

Cipolline alla brace in olio d’oliva

cipolline alla brace in olio d'olivaLe cipolline principe in Italia per essere conservate sott’olio sono le borettane: una specie di cipolle piccole, schiacciate ai poli, dolci, originarie di Boretto, paese di cinquemila anime in provincia di Reggio Emilia.
Sono cipolline molto adatte alla loro conservazione sott’olio o sott’aceto, per le loro dimensioni ridotte e per il sapore particolarmente dolce.
Dopo un’iniziale spellatura, vengono cotto sopra le braci ardenti e infine conservate sott’olio, per essere sempre pronte ad essere degustate sulla vostra tavola in qualsiasi periodo dell’anno.

Il territorio: Boretto e la Pianura Reggiana
Reduce da una storia travagliata, fatta di velleità di indipendenza tarpate alternativamente da veneziani e toscani, Boretto è un borgo dalla storia antica, che ci porta fino alla preistoria. Sempre alla ricerca della propria autonomia dalle vicine Brescello e Gualtieri, la ottenne solamente sul finire del XIX secolo.
Spesso alluvionata dagli straripamenti del Po, la pianura venne solo bonificata in età moderna, nel XVI secolo.
Zona di produzioni enogastronomiche eccellenti, tutta la zona del raggiano è sempre stata tra le migliori per l’allevamento di vitellini da latte, selvaggina, ma soprattutto per prodotti eccellenti, come il Parmigiano Reggiano, alcune tipologia di salame (accompagnati dal celebre gnocco fritto, fatto di pasta di pane e fritto) e i famosi cappelletti e tortelli, due paste ripiene, ancora oggi tradizionalmente confezionate da esperte sfogline: donne che tirano la sfoglia della pasta a mano, fino a renderla quasi trasparente.

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23 Aprile 2008

San Lorenzo al FoodCamp

Dal 29 aprile al 1 maggio 2008, San Lorenzo parteciperà al primo BarCamp dedicato al cibo in Italia, il FoodCamp a San Martino in Pensilis.
La partecipazione naturalmente è libera e gratuita, oltre che sicuramente piacevole: ci vediamo là? Se decidi di venire iscriviti qui!

E se sarai là, partecipa al nostro sondaggio Twitter: durante il pranzo del 30 aprile, mentre sarai lì sollazzarti con i nostri prodotti, facci sapere cosa ne pensi, twitterando @SanLorenzo “tua opinione”.

Buon divertimento!

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21 Aprile 2008

Salame toscano

salame toscanoIn Italia si producono salami ovunque, dai differenti salami aromatizzati piemontesi, a quelli cotti presenti su quasi tutto il territorio, a quelli a grana grossa, a quelli a grana finissima…
E poi c’è anche il salame toscano, prodotto in tutta la toscana, che si differenzia per la scelta delle carni utilizzate, di suino, ma magre, e il lardo duro a dadini.
Dopo essere stato insaccato in budello naturale, viene messo ad asciugare per alcuni giorni vicino al camino acceso, per poi essere stagionato in cantine dai 20 giorni a 1 anno.
Si sa che del maiale non si butta via niente, e il salame è la dimostrazione di come si possa trasformare tutto in un prodotto sopraffino.
E come qualsiasi prodotto italiano, ogni famiglia alla sua versione, e San Lorenzo ha la sua versione del salame toscano, prodotto in provincia di Pisa, con carni sceltissime e solo di prima qualità.

Il territorio: Pisa e il Valdarno inferiore
La Toscana è forse una delle regioni italiane più conosciute e famose nel mondo, non fosse per i suoi inestimabili tesori artistici e per i prodotti enogastronomici.
Ma alla fine ci si ferma a Firenze e poche altre città, tra le quali non manca mai Pisa e la sua torre prendente.
La Toscana non è solo arte e vino, ma è territorio, dove tutta l’arte, il vino e i prodotti della terra nascono. Fatta di campagne immacolate, dai crinali scoscesi e dai cipressi imperanti, la campagna toscana è una delle più suggestive e conosciute anche fuori dai nostri confini.
Il Valdarno è una pianura alluvionale da sempre sottoposta alle pressioni delle città che la circondano: Pisa, Firenze e Lucca.
Terra di confluenze, al centro di un territorio di passaggio, si distingue anche per la lavorazione di vetro, ceramica e terracotta e per le manifatture tessili.

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17 Aprile 2008

Crutin con pezzi di tartufo

crutin con pezzi di tartufoFormaggio dall’intenso profumo di tartufo è una delle rarità che sopravvivono nei secoli.
In Piemonte i “crutin” sono delle cantine scavate nel tufo dove venivano messi a stagionare i formaggi, appesi con un cordino al soffitto per evitare l’attacco dei roditori.
Questo crutin viene prodotto con un procedimento molto simile a quello del Castelmagno, ovvero rompendo la cagliata, tritandola, poi pressata e rimessa in forma.
Con una particolarità: alla rottura vengono aggiunti tanti piccoli pezzi di tartufi nero, il 5% sul prodotto finito, che donano a questo formaggio un aroma indimenticabile.

Il Territorio: le Langhe Piemontesi
Famose per i vini pregiati, Barolo e Barbaresco per nominare i due più famosi, e i formaggi, le Langhe sono un territorio collinare (da cui il nome) diviso principalmente in tre zone:
- l’Alta Langa, comprensive di tutte le terre sopra i 600 metri, caratterizzate dall’allevamento delle pecore e dai boschi di castagni;
- le Medie Langhe, con quote comprese tra i 500 e i 600 metri, famose per la produzione di frutta, ma soprattutto per le Nocciole Piemonte i.g.p.;
- le Basse Langhe, comprensive delle vallate e delle terre diradanti verso il Tanaro, caratterizzate dalla coltivazione intensiva di vigneti d.o.c., come Barolo, Barbaresco, Barbera, Dolcetto…
Risalendo fino ai romani, che costruirono le prime strade costeggiando i crinali, “andar per Langa” è ancor oggi sinonimo di una specificità della regione che porta a percorrerne i territori costeggiando le colline piuttosto che attraversandole.
Territori isolati per secoli e poco interessati dal turismo, il settore enogastronomico ha portato queste terre selvagge alla riscoperta, alla salvaguardia e allo sviluppo.
E percorrendo le strade tortuose si ritrovano così moltitudini di castelli, che vanno da edifici modesti a residenze signorili e nobiliari, trasformati in centri dell’amministrazione pubblica o ancora abitati dai discendenti di antiche famiglie.
ogni anno molti di questi castelli vengono aperti in primavera alle visite: per maggiori informazioni.

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