Il blog di San Lorenzo

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Archivio della Categoria 'Vetrina'

16 Giugno 2008

Porcini Interi in Olio di Oliva

porciniI porcini sono uno di quei funghi che lasciano il segno. Sono funghi spontanei, del sottobosco, impossibili da coltivare a livello industriale. In Italia vengono raccolti in diverse regioni, come la Liguria, la toscana, l’Emilia Romagna, il Molise e la Calabria. Profumo e gusto variamo a seconda del sottobosco nel quale vengono raccolti.
La loro conservazione può variare: dall’essicatura, tipica delle zone montane, alla conservazione sott’olio, interi, o a fette.
I funghi vengono puliti accuratamente, dissalati e bolliti in aceto e aromi. Vengono poi invasati e ricoperti d’olio per la conservazione.

Il Territorio: La Liguria
Una regione arroccata sui monti ma affacciata sul mediterraneo, divide la sua identità tra la selvaggia parte montana, fatta di piccoli borghi fermi da secoli, e l’urbanizzata, turistica e mondana fascia litoranea.
Questa dicotomia si ripercuote anche sulla tradizione gastronomica, fatta di prodotti freschi, ma anche di conserve. Le colline coltivate a olivi e a basilico, nonché a fiori, sono una caratteristica della discesa verso il litorale roccioso. E basilico e olive sono i prodotti principi di una terra generosa nei confronti di uno sfruttamento all’ultimo centimetro verticale. Basilico per il famoso pesto [CH] e olive per l’altrettanto famoso olio extra vergine d’oliva ligure, d.o.p. della Riviera ligure [CH].

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12 Giugno 2008

Peperoncini con Acciuga e Cappero

peperonciniI peperoncini ciliegia sott’olio sono una specialità tradizionale piemontese. Possono essere sia ripieni di acciughe e capperi che di tonno. Richiedono una lavorazione semplice, ma lunga. Ogni peperoncino va privato dei semi, lavato e asciugato. Vengono poi sbollentati in aceto e acqua e lasciati nuovamente asciugare prima di essere riempiti. Questo tipo di peperoncino è piccante, ma allo stesso tempo dolce, e il dolce sovrasta quasi sempre la piccantezza. Ma il grado di piccantezza varia spessissimo per ogni singolo peperoncino, così che si possono trovare peperoncini dolcissimi e peperoncini piccantissimi nella stessa partita.
Sono i principi degli antipasti e accompagnano alla perfezione sia formaggi stagionati, a pasta dura e semidura, che salumi, ma anche il pesce.
Il Territorio: il Roero
Di formazione geologica più recente rispetto alle Langhe, il Roero è una terra composta in gran parte da boschi e frutteti, soprattutto peschi. I pochi insediamenti che lo caratterizzano si ergono su anguste e strette lingue di terra.
Coltivato anche a viti, produce bianchi sublimi come Arneis Roero d.o.c.g. [CH] e Moscato d’Asti d.o.c.g. [CH], oltre che frutta.
disseminato di parrocchiali barocche e castelli, come le Langhe, è stata soggetta a dispute di territorialità da parte delle città vicine.

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10 Giugno 2008

Carciofini Interi Nani in Olio di Oliva

carciofiniI carciofini sono uno degli antipasti principe della tradizione italiana. A spicchi o interi, non mancano mai di fianco ai salumi affettati.
I carciofi sono preferibili piccoli, carnosi e gustosi. Vengono accuratamente puliti e cotti in aceto prima di essere conservati sott’olio con l’aggiunta di vari aromi.
Esistono altri metodi di conservazione, come il sott’aceto o la salamoia, ma quello sott’olio rimane uno dei metodi di conservazione preferiti.
Il carciofo, originario probabilmente dal Nord Africa (anche se alcuni sostengono che venga dalla Sicilia), ha origini antichissime nella cucina mediterranea, anche se la sua prima comparsa in testi scritti risale alla seconda metà del 1400. Era molto apprezzato alle corti europee e per alcuni secoli ha avuto anche la nomea di afrodisiaco.

Il territorio: la Puglia
Tra le regioni più a sud della penisola italiana, la Puglia rappresenta una meta turistica naturale e marittima, che negli anni si sta trasformando anche come meta di un turismo enogastronomico alla scoperta delle prelibatezze che la regione offre. Abitata fin da tempi antichissimi, raggiunge il massimo splendore in epoca romanica, con il fiorire di chiese e monasteri, ma anche di castelli.
La cucina pugliese è considerata ancora oggi come “popolare”, ma vanta una tradizione antichissima, che ha saputo fondere le tradizioni contadine con quelle marinare. Una cucina legata al territorio, quasi sempre pianeggiante e rigoglioso in tutta la regione. Una cucina dove spiccano tre componenti fondamentali: il vino, i farinacei e l’olio. Le diverse qualità di pasta pugliesi sono riuscite a superare i confini regionale e ad estendersi in tutta la penisola, ma la presenza di pastifici artigianali ha fatto sì che non si perdessero tutte le paste della tradizione, come le conosciutissime orecchiette, ma anche gli strascinati, i cavatielli, i fusilli…
Il vino pugliese [CH]ha anch’esso origini antichissime. Tra i più noti, il Primitivo di Manduria, il Moscato di Trani e il Salice Salentino, ma la Puglia vanti moltissime d.o.c. in espansione e molti tesori ancora da scoprire.

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3 Giugno 2008

Penne Rigate da Agricoltura Biologica, 100% grano duro italiano

La pasta, forse più del riso [CH], è l’alimento base per eccellenza dell’alimentazione italiana. Ma quando si dice pasta spesso non si conosce quello che sta dietro alla creazione di una pasta speciale e indimenticabile, come quella San Lorenzo [CH].
La pasta San Lorenzo [CH] è composta al 100% da grano duro. E questo grano duro è tutto di origine italiana. Non solo: è un grano duro di una qualità specifica. Rappresenta una selezione di grani duri coltivati in Italia, frutto di svariate prove e assaggi, che hanno portato ad ottenere consistenza e profumi indimenticabili.
Oltre alla scelta specifica del grano, quello che importa per la creazione di una pasta indimenticabile, è la sua lavorazione.

TRAFILE

E la scelta più ovvia per un grano di questo tipo è l’attenzione anche alla sua coltivazione, effettuata solo con metodi di agricoltura biologica.
La trafilatura a bronzo è ovviamente imperativa per una pasta di qualità: solo il bronzo da quella ruvidezza e porosità specifiche che contraddistinguono una pasta di qualità da una pasta qualsiasi. E solo la ruvidezza e la porosità date dal bronzo permettono alla pasta di essere in grado di accogliere qualsiasi sugo senza lasciarlo scivolare via, ma trattenendolo! e anche la forma delle trafile è frutto di una ricerca continua: non le solite forme, le solite rigature, ma qualcosa di diverso e unico, riconoscibile anche senza vedere la confezione.
Una volta trafilata la pasta viene essiccata, e anche questa semplice operazione può fare la differenza. Un’essiccazione lenta, a bassa temperatura, (massimo 45° C, contro i 100° C delle lavorazioni industriali) per 24-48 ore: un lavoro lento, volutamente lungo, per ottenere un prodotto di qualità, percepibile anche a occhio nudo.

Il territorio: le Marche

Una tra le regione più significative per la formazione della cultura italiana, patria di poeti (uno fra tutti Leopardi), imperatori (Federico II), artisti (Raffaello e Bramante) e compositori (Rossini) è anche patria di alcune importanti specialità gastronomiche (la porchetta e il brodetto) e vini pregiati (il Rosso Conero [CH] e il Verdicchio dei Castelli di Jesi [CH]).

Da un punto di vista turistico, le Marche offrono tutto: dalle città d’arte come Urbino, alla natura incontaminata del promontorio del Conero, a città nelle quali gironzolare con il naso per aria, come Ancona, Jesi, Loreto, Pesaro, agli itinerari enogastronomici…

Con insediamenti risalenti a più di 10.000 anni fa, le Marche rappresentano sul loro territorio l’evoluzione della penisola. Patria dei Piceni, antico popolo residente nei territori marchigiani, il capoluogo di regione, Ancona, ha origine greche. Dopo secoli di guerre e insurrezioni, diviene regione romana riconosciuta in età augustea, per poi passare alternativamente, nei secoli successivi, sotto il dominio papaple o sotto quello imperiale.
Le Marche conobbero il loro periodo di splendore in epoca rinascimentale, con l’importanza di Urbino e della sua corte.

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29 Maggio 2008

Pesto della Riviera Ligure

pesto della riviera ligureDiffuso in tutta Liguria e con alcune varianti anche nel resto d’Italia, il pesto rimane uno degli ingredienti principe della nostra cucina, sia per la facilità dell’impiego sia per la schiettezza di profumi e sapori.
Di origini antichissime, ha cambiato la sua composizione nel corso dei secoli. Partendo da una salsa a base principalmente di aglio, cacio e aromi a foglia verde (quali potevano essere il coriandolo o il prezzemolo), , venne presto introdotto l’utilizzo dell’olio e poi, solo secondariamente, quello del basilico e del pecorino o del parmigiano.
Proveniente dall’Asia minore, il basilico ha trovato nella Liguria il clima e l’ambiente ideali per crescere e prosperare.
Tutti questi ingredienti, olio d’oliva, aglio, parmigiano, basilico e pinoli, ridotti nella crema verde per eccellenza con l’aiuto di pestello e mortaio: una squisitezza che San Lorenzo vi offre in tutta la sua autenticità in un comodo vasetto, senza per questo rinunciare ai profumi, alla consistenza e al sapore ch epiù lo contraddistinguono.

Il territorio: la Liguria
Una regione arroccata sui monti ma affacciata sul mediterraneo, divide la sua identità tra la selvaggia parte montana, fatta di piccoli borghi fermi da secoli, e l’urbanizzata, turistica e mondana fascia litoranea.
Questa dicotomia si ripercuote anche sulla tradizione gastronomica, fatta di prodotti freschi, ma anche di conserve. Le colline coltivate a olivi e a basilico, nonché a fiori, sono una caratteristica della discesa verso il litorale roccioso. E basilico e olive sono i prodotti principi di una terra generosa nei confronti di uno sfruttamento all’ultimo centimetro verticale. Basilico per il famoso pesto [CH] e olive per l’altrettanto famoso olio extra vergine d’oliva ligure, d.o.p. della Riviera ligure [CH].

E ogni anno a Genova ha luogo il Campionato mondiale di pesto genovese al mortaio! L’appuntamento per il 2008 è il 19 aprile al Palazzo Ducale di Genova!

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26 Maggio 2008

Filetti di acciughe in olio d’oliva

Filetti di acciughePesce azzurro principe del Mediterraneo, le acciughe sono favolose fresche, ma nelle case degli italiani non manca mai un vasetto di filetti di acciuga sott’olio.
Apprezzate fin dai tempi antichi, con le quali i romani facevano una pasta simile all’odierna pasta d’acciughe, per aromatizzare molti piatti,sono state per secoli conservate sotto sale. Oggi giorno sono molto più diffuse le acciughe sott’olio, che si conservano più a lungo.
Le acciughe devono esere freschissime, e lavorare velocemente: pulite, decapitate, eviscerate, tolta la coda, la lisca e la parte dorata, vengono poi salate e messe sott’olio.
I loro usi in cucina sono tra i più svariati, dalla gremolada lombarda, per insaporire gli ossibuchi, tritandole con aglio, prezzemolo e scorza di limone, alle orecchiette con le cime di rapa pugliesi, nel soffritto di aglio e peperoncino, fino a tutti i paesi costieri sia del Mediterraneo che degli altri mari caldi.

Il Territorio: La Liguria
Una regione arroccata sui monti ma affacciata sul mediterraneo, divide la sua identità tra la selvaggia parte montana, fatta di piccoli borghi fermi da secoli, e l’urbanizzata, turistica e mondana fascia litoranea.
Questa dicotomia si ripercuote anche sulla tradizione gastronomica, fatta di prodotti freschi, ma anche di conserve. Le colline coltivate a olivi e a basilico, nonché a fiori, sono una caratteristica della discesa verso il litorale roccioso. E basilico e olive sono i prodotti principi di una terra generosa nei confronti di uno sfruttamento all’ultimo centimetro verticale. Basilico per il famoso pesto [CH] e olive per l’altrettanto famoso olio extra vergine d’oliva ligure, d.o.p. della Riviera ligure [CH].

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22 Maggio 2008

Miele Italiano di Rododendro

Con una produzione concentrata soprattutto nell’arco alpino, il miele di rododendro ha un sapore particolarmente delicato e non eccessivamente dolce.

Viene prodotto da api che estraggono il nettare principalmente da due tipi di piante, Rhododendron Ferrugineum e Rhododendron Hirsutum, che crescono rispettivamente in terreni acidi e calcarei.

Cristallizzando facilmente, il colore varia dalla forma liquida a quella cristallizzata: liquido ha un coloarniere quasi paglierino, mentre si avvicina molto di più al bianco quando cristallizza.

Prima dell’estrazione della barbabietole e della canna da zucchero, il miele rappresentava l’unica sostanza zuccherina disponibile. Utilizzata in tempi antichi indifferentemente per piatti salati o dolci, o come medicina, è uno degli alimenti conosciuti più antichi: sono state ritrovati barattoli interi nelle tombe di faraoni, ancora perfettamente conservati dopo 4000 anni.
Il Territorio: il Roero
Di formazione geologica più recente rispetto alle Langhe, il Roero è una terra composta in gran parte da boschi e frutteti, soprattutto peschi. I pochi insediamenti che lo caratterizzano si ergono su anguste e strette lingue di terra.
Coltivato anche a viti, produce bianchi sublimi come Arneis Roero d.o.c.g. [CH] e Moscato d’Asti d.o.c.g. [CH], oltre che frutta.
disseminato di parrocchiali barocche e castelli, come le Langhe, è stata soggetta a dispute di territorialità da parte delle città vicine.

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Arnie in mezzo a campi di rododendro

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19 Maggio 2008

Olive snocciolate Taggiasche da Agricoltura Biologica

olive taggiascheL’oliva taggiasca è coltivata in alcune zone della Riviera Ligure, principalmente in terreni calcarei. Di piccole dimensione e dal sapore dolce, è l’oliva principe con la quale fare uno dei più rinomati oli d’oliva italiani (l’Olio Extra Vergine d’Oliva d.o.p della Riviera Ligure), nonché perfetta per la conservazione in salamoia o sott’olio.
La raccolta avviene tutt’oggi in modo naturale, stendendo dei teli a maglia fitta sotto gli alberi per raccogliereLavorazione olive taggiasche anche i frutti che cadono naturalmente. I rami vengono scossi con dei lunghi bastoni per far cadere le olive.
Nella zona di Imperia poi le olive vengono a loro volta raccolte una a una a mano, per poterne così controllare la qualità fin dai primi momenti.

Il territorio: la Riviera Ligure
Caratterizzato da un’economia che si basa sul turismo e sulla produzione delle olive e dell’olio d’oliva, la Riviera Ligure è composta da paesini che si nascondo tra mare e montagna.
Tra i luoghi più interessanti c’è sicuramente Villa Faraldi, antico borgo medioevale arroccato sulle pendici della Valle Cervo, che basa la sua prosperità sulla produzione dell’olio d’oliva e in parte sul turismo. Seguendo l’andamento del crinale, resta comunque un borgo compatto, con case in pietra separate e raggiungibili solo percorrendo tortuosi vicoli, sottopassaggi, scalinate.
Ogni anno, nel mese di luglio, si tiene l’omonimo festival.

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15 Maggio 2008

Speck del Trentino

Un prodotto rinomato e unico, lo speck è uno di quei salumi che non può mancare sulla nostra tavola.
Prodotto nel Trentino Alto Adige, è lavorato nello stesso modo da secoli. Chiamato fino al ‘700 con la dizione tedesca, “bachen”, è solo in epoca moderno che si fregia dell’appellativo di “speck”.
Lo speck del Trentino San Lorenzo è prodotto, come tradizione della zona nella quale viene prodotto, solo con le cosce del suino e la sua lavorazione avviene in 4 fasi:
- la scelta della carne, basilare per la preparazione di uno speck di qualità, con una particolare attenzione al taglio.
- La salmistratura della carne, “bagnando” la carne con una marinatura secca composta da sale, pepe, spezie e aromi, girandolo quotidianamente per 15 giorni.. Ogni contadino ha la sua ricetta che varia leggermente da famiglia a famiglia, nella migliore tradizione italiana.
- L’affumicatura, tramite l’utilizzo di legni dolci, accuratamente selezionati.
- La stagionatura, che può durare dai 3 ai 6 mesi, in locali appositi.

Solo dopo queste 4 fasi lo speck sarà pronto per giungere sulle vostre tavole.

Il territorio: Trento e dintorni

Terra di mele, salumi e vini pregiati, il Trentino offre anche spettacolari bellezze naturalistiche. Tra le più famose, le Dolomiti, il Parco Nazionale dello Stelvio, i ghiacciai, l’Adige e le vicende storiche che lo accompagnano.
Ma non è solo natura, ma anche arte: Trento, Merano, Brunico e i loro palazzi, le chiesette presenti in ogni paese, i santuari…
Il Trentino è una terra da scoprire ed esplorare, sia d’estate sia d’inverno.

A fine maggio del 2008 si terrà, a Bolzano, la decima edizione della SpeckFest, un evento che unisce cultura popolare locale e musica folk, accompagnato da milioni di fette di speck!

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12 Maggio 2008

Tuma dla Paja

Tuma dla PajaTùma (toma) in dialetto piemontese definisce genericamente “il formaggio”, in quanto rappresenta una tipologia di formaggio tra i più diffusi negli alpeggi e nelle vallate piemontesi.
La tuma San Lorenzo è prodotta con latte di pecora, latte di ovino e latte vaccino, nonché panna sale e caglio. La lavorazione avviene a temperature basse, lavorando il latte appena munto aggiungendo il caglio liquido. Dopo la coagulazione la cagliata viene posta nelle forme che verranno lasciate stagionare a temperatura ambiente, d’estate, nella paja, termine piemontese per “paglia”.
Questa particolare stagionatura dona alla toma dei sentori di paglia e di nocciola, una crosta bianca e rugosa, che nasconda una pasta morbida, cremosa e profumata.
Ancora oggi la tuma dla paja San Lorenzo è prodotta seguendo i metodi artigianali, riportando alla luce un formaggio raro e spesso dimenticato.

Il Territorio: le Langhe Piemontesi

Famose per i vini pregiati, Barolo e Barbaresco per nominare i due più famosi, e i formaggi, le Langhe sono un territorio collinare (da cui il nome) diviso principalmente in tre zone:
- l’Alta Langa, comprensive di tutte le terre sopra i 600 metri, caratterizzate dall’allevamento delle pecore e dai boschi di castagni;
- le Medie Langhe, con quote comprese tra i 500 e i 600 metri, famose per la produzione di frutta, ma soprattutto per le Nocciole Piemonte i.g.p.;
- le Basse Langhe, comprensive delle vallate e delle terre diradanti verso il Tanaro, caratterizzate dalla coltivazione intensiva di vigneti d.o.c., come Barolo, Barbaresco, Barbera, Dolcetto…
Risalendo fino ai romani, che costruirono le prime strade costeggiando i crinali, “andar per Langa” è ancor oggi sinonimo di una specificità della regione che porta a percorrerne i territori costeggiando le colline piuttosto che attraversandole.
Territori isolati per secoli e poco interessati dal turismo, il settore enogastronomico ha portato queste terre selvagge alla riscoperta, alla salvaguardia e allo sviluppo.
E percorrendo le strade tortuose si ritrovano così moltitudini di castelli, che vanno da edifici modesti a residenze signorili e nobiliari, trasformati in centri dell’amministrazione pubblica o ancora abitati dai discendenti di antiche famiglie.
ogni anno molti di questi castelli vengono aperti in primavera alle visite: per maggiori informazioni.

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