Il blog di San Lorenzo

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Archivio di Maggio 2008

29 Maggio 2008

Pesto della Riviera Ligure

pesto della riviera ligureDiffuso in tutta Liguria e con alcune varianti anche nel resto d’Italia, il pesto rimane uno degli ingredienti principe della nostra cucina, sia per la facilità dell’impiego sia per la schiettezza di profumi e sapori.
Di origini antichissime, ha cambiato la sua composizione nel corso dei secoli. Partendo da una salsa a base principalmente di aglio, cacio e aromi a foglia verde (quali potevano essere il coriandolo o il prezzemolo), , venne presto introdotto l’utilizzo dell’olio e poi, solo secondariamente, quello del basilico e del pecorino o del parmigiano.
Proveniente dall’Asia minore, il basilico ha trovato nella Liguria il clima e l’ambiente ideali per crescere e prosperare.
Tutti questi ingredienti, olio d’oliva, aglio, parmigiano, basilico e pinoli, ridotti nella crema verde per eccellenza con l’aiuto di pestello e mortaio: una squisitezza che San Lorenzo vi offre in tutta la sua autenticità in un comodo vasetto, senza per questo rinunciare ai profumi, alla consistenza e al sapore ch epiù lo contraddistinguono.

Il territorio: la Liguria
Una regione arroccata sui monti ma affacciata sul mediterraneo, divide la sua identità tra la selvaggia parte montana, fatta di piccoli borghi fermi da secoli, e l’urbanizzata, turistica e mondana fascia litoranea.
Questa dicotomia si ripercuote anche sulla tradizione gastronomica, fatta di prodotti freschi, ma anche di conserve. Le colline coltivate a olivi e a basilico, nonché a fiori, sono una caratteristica della discesa verso il litorale roccioso. E basilico e olive sono i prodotti principi di una terra generosa nei confronti di uno sfruttamento all’ultimo centimetro verticale. Basilico per il famoso pesto [CH] e olive per l’altrettanto famoso olio extra vergine d’oliva ligure, d.o.p. della Riviera ligure [CH].

E ogni anno a Genova ha luogo il Campionato mondiale di pesto genovese al mortaio! L’appuntamento per il 2008 è il 19 aprile al Palazzo Ducale di Genova!

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26 Maggio 2008

Filetti di acciughe in olio d’oliva

Filetti di acciughePesce azzurro principe del Mediterraneo, le acciughe sono favolose fresche, ma nelle case degli italiani non manca mai un vasetto di filetti di acciuga sott’olio.
Apprezzate fin dai tempi antichi, con le quali i romani facevano una pasta simile all’odierna pasta d’acciughe, per aromatizzare molti piatti,sono state per secoli conservate sotto sale. Oggi giorno sono molto più diffuse le acciughe sott’olio, che si conservano più a lungo.
Le acciughe devono esere freschissime, e lavorare velocemente: pulite, decapitate, eviscerate, tolta la coda, la lisca e la parte dorata, vengono poi salate e messe sott’olio.
I loro usi in cucina sono tra i più svariati, dalla gremolada lombarda, per insaporire gli ossibuchi, tritandole con aglio, prezzemolo e scorza di limone, alle orecchiette con le cime di rapa pugliesi, nel soffritto di aglio e peperoncino, fino a tutti i paesi costieri sia del Mediterraneo che degli altri mari caldi.

Il Territorio: La Liguria
Una regione arroccata sui monti ma affacciata sul mediterraneo, divide la sua identità tra la selvaggia parte montana, fatta di piccoli borghi fermi da secoli, e l’urbanizzata, turistica e mondana fascia litoranea.
Questa dicotomia si ripercuote anche sulla tradizione gastronomica, fatta di prodotti freschi, ma anche di conserve. Le colline coltivate a olivi e a basilico, nonché a fiori, sono una caratteristica della discesa verso il litorale roccioso. E basilico e olive sono i prodotti principi di una terra generosa nei confronti di uno sfruttamento all’ultimo centimetro verticale. Basilico per il famoso pesto [CH] e olive per l’altrettanto famoso olio extra vergine d’oliva ligure, d.o.p. della Riviera ligure [CH].

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22 Maggio 2008

Miele Italiano di Rododendro

Con una produzione concentrata soprattutto nell’arco alpino, il miele di rododendro ha un sapore particolarmente delicato e non eccessivamente dolce.

Viene prodotto da api che estraggono il nettare principalmente da due tipi di piante, Rhododendron Ferrugineum e Rhododendron Hirsutum, che crescono rispettivamente in terreni acidi e calcarei.

Cristallizzando facilmente, il colore varia dalla forma liquida a quella cristallizzata: liquido ha un coloarniere quasi paglierino, mentre si avvicina molto di più al bianco quando cristallizza.

Prima dell’estrazione della barbabietole e della canna da zucchero, il miele rappresentava l’unica sostanza zuccherina disponibile. Utilizzata in tempi antichi indifferentemente per piatti salati o dolci, o come medicina, è uno degli alimenti conosciuti più antichi: sono state ritrovati barattoli interi nelle tombe di faraoni, ancora perfettamente conservati dopo 4000 anni.
Il Territorio: il Roero
Di formazione geologica più recente rispetto alle Langhe, il Roero è una terra composta in gran parte da boschi e frutteti, soprattutto peschi. I pochi insediamenti che lo caratterizzano si ergono su anguste e strette lingue di terra.
Coltivato anche a viti, produce bianchi sublimi come Arneis Roero d.o.c.g. [CH] e Moscato d’Asti d.o.c.g. [CH], oltre che frutta.
disseminato di parrocchiali barocche e castelli, come le Langhe, è stata soggetta a dispute di territorialità da parte delle città vicine.

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Arnie in mezzo a campi di rododendro

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20 Maggio 2008

Food 2.0 Nom Nom Nom

StarterCome avete letto qualche giorno fa, domenica ho avuto il piacere e l’onore di partecipare a Food 2.0, Nom Nom Nom, una competizione amichevole tra food blogger, fotografi e geek in genere!
Una splendida giornata di sole ci ha accompagnato durante tutto lo svolgimento dell’evento.
Divisi in 12 team da 2 persone, abbiamo dovuto cucinare un pasto di 3 portate per 4 persone.
Io ho avuto l’immenso piacere di essere in squadra con Julia, food blogger inglese, creatrice della UK Food Blogger Association e favolosa compagna d’avventura!!!

Abbiamo iniziato facendo la spesa al Farmer Market di Marylebone, abbiamo avuto il piacere di trovare dei prodotti di alta qualità, tutti biologici e perfetti per i piatti che volevamo cucinare.
Avevamo a disposizione 2 ore e mezza nelle cucine della Cookery School per completare tutto e impiattare. Abbiamo iniziato tutti con calma, tant’è che io e Julia a un certo punto eravamo in giro a chiacchierare amabilmente con tutti e abbiamo persino fatto dei biscotti con la frolla che avanzava! Poi, negli ultimi 20 minuti, il rush finale, le ultime cose da cuocere, tutto da impiattare, molto “prova del cuoco style” (nella versione inglese, però: senza coniglietti, mucche e incapaci in cucina!).

A disposizione di tutti c’erano Parmigiano Reggiano d.o.p. 36 mesi San Lorenzo e Olio extra vergine d’oliva 100% italiano San Lorenzo!

E finalmente, relax!
I piatti di tutti sono stati giudicati da dei giudici autorevolissimi mentre noi mangiavamo il resto in una delle due cucina che erano a nostra disposizione. Un’orgia culinaria fatta di 36 piatti diversi!!! Incredibile! una scelta infinita!

E finito tutto, una piccola lotteria organizzata da Action Against Hunger, dove c’erano in palio dei pezzi di Parmigiano Reggiano San Lorenzo sotto vuoto, Spaghetti biologici San Lorenzo e Pesto tradizionale San Lorenzo.

E, dulcis in fundo, il nostro menù:

England meets Italy: a blend of italian and English ingredients

Fresh English greens with English cherry tomatoes, balsamic dressing and Parmigiano Reggiano and Buffalo’s Mozzarella

Organic English salmon with English wild asparagus on a bed of Sicilian Caponata

Crostata with fresh English raspberries, blackberries and strawberries

Nei prossimi giorni tutte le ricette sul blog di Julia, A Slice of Cherry Pie, e sul mio blog personale, The Kitchen Pantry!

E ricordatevi che dal 28 maggio avrete la possibilità di votare chi, tra i partecipanti all’evento, vi ha proposto la migliore esperienza online! Ma voi sapete già per chi votare, no? ;)

P.S. Il nostro team, England meets Italy, ha vinto la tasting competition !!! Tutti i miei complimenti a Julia!
E “bravo” a tutti i partecipanti!

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19 Maggio 2008

Olive snocciolate Taggiasche da Agricoltura Biologica

olive taggiascheL’oliva taggiasca è coltivata in alcune zone della Riviera Ligure, principalmente in terreni calcarei. Di piccole dimensione e dal sapore dolce, è l’oliva principe con la quale fare uno dei più rinomati oli d’oliva italiani (l’Olio Extra Vergine d’Oliva d.o.p della Riviera Ligure), nonché perfetta per la conservazione in salamoia o sott’olio.
La raccolta avviene tutt’oggi in modo naturale, stendendo dei teli a maglia fitta sotto gli alberi per raccogliereLavorazione olive taggiasche anche i frutti che cadono naturalmente. I rami vengono scossi con dei lunghi bastoni per far cadere le olive.
Nella zona di Imperia poi le olive vengono a loro volta raccolte una a una a mano, per poterne così controllare la qualità fin dai primi momenti.

Il territorio: la Riviera Ligure
Caratterizzato da un’economia che si basa sul turismo e sulla produzione delle olive e dell’olio d’oliva, la Riviera Ligure è composta da paesini che si nascondo tra mare e montagna.
Tra i luoghi più interessanti c’è sicuramente Villa Faraldi, antico borgo medioevale arroccato sulle pendici della Valle Cervo, che basa la sua prosperità sulla produzione dell’olio d’oliva e in parte sul turismo. Seguendo l’andamento del crinale, resta comunque un borgo compatto, con case in pietra separate e raggiungibili solo percorrendo tortuosi vicoli, sottopassaggi, scalinate.
Ogni anno, nel mese di luglio, si tiene l’omonimo festival.

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16 Maggio 2008

The food 2.0 Project: Nom, Nom, Nom

La vostra food blogger preferita, cioè io ;), domenica parteciperà a Londra a un evento che lascerà il segno negli annali del food blogging!

Insieme alla stupenda Julia di A slice of Cherry Pie, cucineremo insieme un menù di 3 portate per 4 persone in occasione di  The food 2.0 Project: Nom, Nom, Nom. I piatti sarano tutti incentrati su un’unico tema: “Where England meets Italy”, un mix culturale e di cubo, con ingredienti inglesi freschi e stagionali abbinati a ingredienti o preparazioni tipicamente italiane!

Insieme ad altri 24 partecipanti, siamo determinate a cucinare, divertirci e rendere la giornata di domenica 18 maggio indimenticabile!

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15 Maggio 2008

Speck del Trentino

Un prodotto rinomato e unico, lo speck è uno di quei salumi che non può mancare sulla nostra tavola.
Prodotto nel Trentino Alto Adige, è lavorato nello stesso modo da secoli. Chiamato fino al ‘700 con la dizione tedesca, “bachen”, è solo in epoca moderno che si fregia dell’appellativo di “speck”.
Lo speck del Trentino San Lorenzo è prodotto, come tradizione della zona nella quale viene prodotto, solo con le cosce del suino e la sua lavorazione avviene in 4 fasi:
- la scelta della carne, basilare per la preparazione di uno speck di qualità, con una particolare attenzione al taglio.
- La salmistratura della carne, “bagnando” la carne con una marinatura secca composta da sale, pepe, spezie e aromi, girandolo quotidianamente per 15 giorni.. Ogni contadino ha la sua ricetta che varia leggermente da famiglia a famiglia, nella migliore tradizione italiana.
- L’affumicatura, tramite l’utilizzo di legni dolci, accuratamente selezionati.
- La stagionatura, che può durare dai 3 ai 6 mesi, in locali appositi.

Solo dopo queste 4 fasi lo speck sarà pronto per giungere sulle vostre tavole.

Il territorio: Trento e dintorni

Terra di mele, salumi e vini pregiati, il Trentino offre anche spettacolari bellezze naturalistiche. Tra le più famose, le Dolomiti, il Parco Nazionale dello Stelvio, i ghiacciai, l’Adige e le vicende storiche che lo accompagnano.
Ma non è solo natura, ma anche arte: Trento, Merano, Brunico e i loro palazzi, le chiesette presenti in ogni paese, i santuari…
Il Trentino è una terra da scoprire ed esplorare, sia d’estate sia d’inverno.

A fine maggio del 2008 si terrà, a Bolzano, la decima edizione della SpeckFest, un evento che unisce cultura popolare locale e musica folk, accompagnato da milioni di fette di speck!

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12 Maggio 2008

Tuma dla Paja

Tuma dla PajaTùma (toma) in dialetto piemontese definisce genericamente “il formaggio”, in quanto rappresenta una tipologia di formaggio tra i più diffusi negli alpeggi e nelle vallate piemontesi.
La tuma San Lorenzo è prodotta con latte di pecora, latte di ovino e latte vaccino, nonché panna sale e caglio. La lavorazione avviene a temperature basse, lavorando il latte appena munto aggiungendo il caglio liquido. Dopo la coagulazione la cagliata viene posta nelle forme che verranno lasciate stagionare a temperatura ambiente, d’estate, nella paja, termine piemontese per “paglia”.
Questa particolare stagionatura dona alla toma dei sentori di paglia e di nocciola, una crosta bianca e rugosa, che nasconda una pasta morbida, cremosa e profumata.
Ancora oggi la tuma dla paja San Lorenzo è prodotta seguendo i metodi artigianali, riportando alla luce un formaggio raro e spesso dimenticato.

Il Territorio: le Langhe Piemontesi

Famose per i vini pregiati, Barolo e Barbaresco per nominare i due più famosi, e i formaggi, le Langhe sono un territorio collinare (da cui il nome) diviso principalmente in tre zone:
- l’Alta Langa, comprensive di tutte le terre sopra i 600 metri, caratterizzate dall’allevamento delle pecore e dai boschi di castagni;
- le Medie Langhe, con quote comprese tra i 500 e i 600 metri, famose per la produzione di frutta, ma soprattutto per le Nocciole Piemonte i.g.p.;
- le Basse Langhe, comprensive delle vallate e delle terre diradanti verso il Tanaro, caratterizzate dalla coltivazione intensiva di vigneti d.o.c., come Barolo, Barbaresco, Barbera, Dolcetto…
Risalendo fino ai romani, che costruirono le prime strade costeggiando i crinali, “andar per Langa” è ancor oggi sinonimo di una specificità della regione che porta a percorrerne i territori costeggiando le colline piuttosto che attraversandole.
Territori isolati per secoli e poco interessati dal turismo, il settore enogastronomico ha portato queste terre selvagge alla riscoperta, alla salvaguardia e allo sviluppo.
E percorrendo le strade tortuose si ritrovano così moltitudini di castelli, che vanno da edifici modesti a residenze signorili e nobiliari, trasformati in centri dell’amministrazione pubblica o ancora abitati dai discendenti di antiche famiglie.
ogni anno molti di questi castelli vengono aperti in primavera alle visite: per maggiori informazioni.

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8 Maggio 2008

Alici marinate

alici marinateUn prodotto fresco e raro, non tanto per la specificità degli ingredienti, ma per il metodo di lavorazione. raramente si trovano in commercio alici marinati composte dai due filetti ancora uniti, ma le alici marinate San Lorenzo hanno ancora i due filetti perfettamente attaccati: tutto ciò che è stato tolto sono state la lisca centrale e la testa.
Le alici fresche vengono decapitate, aperte a metà e diliscate. Vengono poi disposte a strati, bagnandole con aceto e olio d’oliva (che vi consigliano di scolare prima del consumo) e lasciate macerare per almeno sei ore prima di essere disposte nelle loro confezioni e richiuse sottovuoto. Le alici mantengono così la loro originale carnosità e assumo un leggero sapore di aceto, che dona la giusta acidità al palato.

Il territorio: la Liguria
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5 Maggio 2008

Pancetta filettata

pancetta filettataLa pancetta è un salume di suino diffuso su tutto il territorio nazionale. Mentre può cambiare sostanzialmente da paese a paese il sapore e la parte di maiale utilizzata, esistono principalmente due tipi di lavorazione.
La pancetta tesa, prodotta sovrapponendo parti grasse e carnose del maiale e pressandole, e la pancetta arrotolata, ove, dopo la sovrapposizione delle differenti parti, si arrotola il tutto e lo si inserisce in un budello e lo si mette a stagionare.
La Pancetta filettata San Lorenzo* è un prodotto di punta, in quanto molto magro, composto da pancetta di maiale priva di cotenna, arrotolata intorno ad un cuore di carne magra e stagionata per almeno 90 giorni.
La leggera salatura e aromatizzazione, conferiscono a questo prodotto un gusto unico che insaporirà tutti i vostri piatti.

Il territorio: l’Appennino parmense
Abitata fin da epoca romana, la zona che si estende da parte verso sud, verso l’Appennino è sempre stata caratterizzata da un intenso traffico di uomini e merci, in quanto facente parte delle principali linee di attraversamento della pianura Padana.
Zona di produzioni gastronomiche di eccellenza, primo fra tutti il Parmigiano Reggiano, si distingue anche per il burro pannoso e l’allevamento dei suini, che porta a un’ampia produzione di salumi tipici, come il salame felino, il culatello, il prosciutto.
Famosi sono anche gli anolini, piccoli ravioli ripieni di pan grattato, parmigiano, uova e sugo ristretto di carne.

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