Il blog di San Lorenzo

(a un clic da te)

1 Dicembre 2007

Cenando da Cesare

Cesare in cucina

Ieri sera abbiamo tutti cenato da Cesare, al Ristorante dei Cacciatori, ad Albaretto della Torre. E detta così potrebbe sembrare una normalissima cena in un normalissimo ristorante. Ma normale non lo è stato affatto affatto, per svariati motivi:

- L’evento: l’evento è il solito, dai, che ormai lo sapete! IVLPN: ristorante di altissimo livello, vini San Lorenzo abbinati al menù degustazione. In questo caso ci siamo deliziati con:
Franciacorta D.O.C.G. Brut - Millesimato 2003
Barolo d.o.c.g. 2002
Ormeasco di Pornassio d.o.c. 2005
Pinot Nero Alto Adige d.o.c. 2002
Ramandolo d.o.c.g. 2003
Barolo Chinato

- Il luogo: il ristorante di Cesare è un po’ “diverso”. Prima di tutto, devi trovarlo: è in un cortile di una casa, non ci sono cartelli che lo segnalano, non c’è nemmeno il numero civico… E in inverno, alle 7 di sera, ad Albaretto della Torre, meno di 300 anime, vi assicuro che è difficile trovare qualcuno per strada a cui chiedere informazioni! Una volta trovato entri con circospezione: “Ma siamo sicuri? No, perché sembra di entrare a casa di qualcuno…”. E in effetti ci entri, perché Cesare ti accoglie come se fossi stato invitato a cena da lui! Entri e se in cucina! Dimenticatevi alluminio splendente, decine e decine di aiuti, gente indaffarata con sifoni e simili… La cucina è come quella di casa, con l’unica differenza che non penso che qualcuno a casa abbia 8 fuochi e un camino con girarrosto a disposizione, ma per il resto è identica, pari pari, forno compreso! E in cucina c’è SOLO lui! Nessun altro…

- I commensali, in rigoroso ordine alfabetico, come a scuola:
Luca Amodeo, profondo conoscitore (nonché censore) di ristoranti, condotta Slow Food di Pavia, panelista San Lorenzo
Corrado Bambini, marketing Coop
Giancarlo Baraldo, designer, ristoratore per un anno, adesso artista
Holly Burke, marketing e comunicazione nel campo dei gioielli
Edoardo Disetti, avvocato, aspirante sommelier, vede il suo futuro in mezzo alle vigne
Marialuisa Gatti, appassionata gourmet e profonda conoscitrice di ristoranti stellati
Mariangela Monti, lavora nella moda, è una buonissima forchetta
Raffaele Orso, si occupa di uan cooperativa sociale di tipo B
Monica Pasquarelli, giornalista (e fotografa) di vela (con un obiettivo impressionante sulla sua Canon)
Italo Vignoli, comunicatore ed esperto di Open Source (le sue impressioni)
Alberto Vitali, marketing e comunicazione nel campo dei gioielli (e anche tanti altri!)

E i San Lorenzo guys and gals: Massimo Vezza, presidente, Angela Cardinale, direttrice generale, Antonio Tombolini, web marketing, moi, corporate blogger.

- Il menù: stupefacente! E una completa sorpresa, visto che Cesare non me l’aveva voluto svelare!
Polenta con crema di castagne, cuore di tuorlo, parmigiano e (perchè no) tartufo
Baccalà con cipolle su crema di patate
Cipolla al forno, svuotata con zuppa di topinambur, carciofi e cipolle
Risotto alla zucca e verdure
Agnello cotto sul fuoco di legno con carciofi stufati
Zabaione
Funghetto: crema di cachi, gelato e cioccolato

Qui potete trovare tutte le foto della serata! E per chi ha partecipato alla serata, può aggiungere le sue foto qui!

Grazie a tutti per aver reso, come di consuetudine, un incontro tra completi sconosciuto una serata memorabile! E grazie a Cesare, per… beh, essere Cesare!

7 Commenti a “Cenando da Cesare”

  1. […] che cura il blog e le attività di marketing online di San Lorenzo insieme ad Antonio Tombolini, ha descritto la serata in ogni dettaglio, per cui c’è poco da aggiungere in termini di informazioni, a parte le mie […]

  2. Sciagurati! Perché non avete reso noto questa grandiosa opportunità? O non sarà forse che sempre in giro per cantine e vigneti mi sono distratto e non ho letto il vostro avviso? Cesare é un mito é unico e vi invidio profondamente, sì, vi invidio, per il vostro essere stati da lui, il grande, l’inimitabile, il vero, in uno dei luoghi più sacri e più autentici della Grande Langa.

  3. Grazie, grazie, grazie. Una grande cena accompagnata da grandi vini.
    La mia personale classifica:
    1) Cipolla a pari merito Capretto
    2) Polenta
    3) Zabaione
    4) Baccalà a pari merito Risotto
    Vini
    1) Pinot Nero Alto Adige d.o.c. 2002
    2) Ormeasco di Pornassio d.o.c. 2005
    3) Franciacorta D.O.C.G. Brut - Millesimato 2003
    4) Barolo d.o.c.g. 2002
    5) Ramandolo d.o.c.g. 2003 a pari merito Barolo Chinato
    Tutto fantastico.
    Una serata memorabile, non posso che ringraziare chi si è inventato IVLPN. E grazie Sara per avermi scelto. Alla prossima… magari!

  4. @Franco: è un mese che ne parliamo!!! mi sa che ti sei distratto, sì sì! :-)
    @Giancarlo: grazie a te Giancarlo!

  5. Da Cesare, per arrivarci, ci arrivi, ma prima ti sei già perso e ritrovato almeno dieci volte fra queste colline senza senso.
    Per chi arriva dalla pianura non c’è problema, si perde subito! L’est e l’ovest qui non hanno senso: dopo sei curve e quattro incroci il cartello che indica Alba punta esattamente dall’altra parte di dove uno immagina, magari è una “allungatola” non prevista e quindi occorre seguirla.

    Per chi arriva dalla montagna è ancora peggio: anche il sopra e il sotto, il “di qui il monte e di là la pianura” non ci azzeccano; le colline si rincorrono una dentro l’altra e le strade le circondano, le cavalcano, le attraversano; se non sei di li, se non conosci la sagoma dei loro fianchi, se non intravedi la chioma dei boschi dalle luci delle macchine che arrivano in senso contrario, se non sai vederne il colore degli occhi nella ragnatela delle luci dei borghi, lascia perdere, prega tutti i tuoi santi e comprati il satellitare!

    Da Cesare quando ci sei arrivato, prima attraversi un cancello fra uno strano muro fatto di legna da ardere impilata, che inizia a scaldarti come il caminetto che promette, poi - oltre un giardino - che ti impegni a rivedere d’estate o almeno di giorno, per l’ombra, la vista sulle colline che intuisci, il rumore di una fontana in sottofondo - entri nella sua cucina.

    Da Cesare si passa dalla cucina, quattro metri per tre e - se non ti si appannano gli occhiali - ti ritrovi subito a cercare gli indizi per scoprire il bluff. Non sarà mica possibile in un locale così, preparare le cose che sono state promesse, ci sarà senz’altro un doppio fondo con una cucina clandestina popolata da commis cinesi irregolari, magari dietro il camino in cui pendono quarti di capretti ad arrostire, o al di la della scala, o oltre il bancone, ma subito ti perdi nel sorriso caldo, accogliente dei baffi e dei quadri di Cesare.

    Da Cesare ci sono i suoi quadri, vanno giù come il Franciacorta di San Lorenzo: i profumi giusti, chiari, ben definiti che si aprono al sapore delicato, ma pieno e armonioso. I suoi colori sono decisi, ma veri, raccolti dalle colline come le cipolle e le patate della sua cucina.

    Da Cesare il semplice è buono. Il profumo del tartufo ti apre il naso è vero, ma poi passa, non copre il gusto sapido e deciso della polenta con la crema di castagne. Il parmigiano che la sostiene ti gira per la bocca senza darlo a vedere, ma è cosi presente che subito qualcuno parla del parmigiano di San Lorenzo, invecchiato 36 mesi, portato sottobraccio da chi lo fa a Londra per farlo assaggiare da Harrod’s, per un marketing ruspante ma efficace.

    Così fai subito amicizia con l’Ormeasco di Prunasso che annega senza scosse la squisita crema di patate in cui naviga un delicato trancio di merluzzo. Anzi fai amicizia con le patate che poi ti preseno il merluzzo e il vino come amici che che da sempre si fanno compagnia.

    Da Cesare altri diranno del Capretto e del Barolo. io mi fermo qui alle patate e alle cipolle. A giurare che Cesare è un maestro, che rende magnifiche le cose semplici la polenta, le patate, le cipolle!

    A proposito, purtroppo (?) io non faccio il ristoratore.Mi occupo di una cooperativa sociale di tipo b!

    Raffaele Orso

  6. Cesare è un mito e anche il posto è splendido, purtroppo il menù è sempre quello, a parte qualche piccola variazione. Se non fa l’agnello, piuttosto non apre il locale.Ma sempre grande è.

  7. Ci sono cose che riescono a stupirci. Poi passa del tempo. Solo alcune restano dentro e diventano parte di noi. Come la sera di Albaretto.

    Cesare ci ha stupito facendo diventare nobili polenta, cipolle, baccalà e capretto; ma è San Lorenzo che ha lasciato l’impronta sulla serata. Si, perchè non ha organizzato una cena, ma un incontro di viandanti, alchemico come un barolo chinato.

    La serata da Cesare è stata una sosta in una locanda durante un cammino di un viaggio faticoso. Attorno alla tavola rotonda, passandoci i vassoi del capretto si sono intersecate vite, storie, speranze, racconti, aspettative, desideri, ricerche, sogni, ideali e valori. Come accadeva nei secoli scorsi tra viaggiatori sconosciuti.

    Quel venerdì nessuno di noi era solo un professionista, ma era un viandante o un pellegrino che si confrontava con altri viandanti accomunati dal desiderio di conoscere, di capire, di scoprire e di approfondire. Di viaggiare. Per andare dove?

    Ogni viaggio ha una destinazione fisica, come il Santuario di Compostela, ma quello che conta, come tutti confermano al rientro, non è l’arrivo alla meta ma il Cammino, perchè è durante le soste e gli incontri che trovi quello che nemmeno sapevi di voler cercare.

    Una foto mi aiuterà a conservare il ricordo dello stupore per zuppa nella cipolla.La magia di una sera tra sconosciuti “viaggiatori della vita” mi ha rivelato un nuovo significato di “cena tra amici”.

    Monica

Lascia un commento