Il panino col lampredotto
Una settimana fa ero a Firenze. Ogni volta che ci capito non manco mai di onorare il mitico Panino col Lampredotto: anche settimana scorsa così mi sono ritrovato, verso l’ora di pranzo, sui banchi di Nerbone, nel bellissimo Mercato Centrale di San Lorenzo (già, si chiama come noi, quasi quasi facciamo un gemellaggio…).
Il lampredotto è la parte più magra e compatta (l’abomaso) dello stomaco del vitello. Viene cotto come un bel bollito aromatico, stagliuzzato e adagiato su una metà del panino, con una spruzzata di sale e un po’ di salsa verde. L’altra metà del panino viene bagnata col brodo di cottura. Dolcezza, morbidezza, soavità, appagamento: queste le sensazioni che il ghiotto panino vi offre. La prossima volta che andate a Firenze, prima ancora di pensare ai ristoranti, fate un salto al mercato di San Lorenzo, andate da Nerbone e fatevi un panino o un piatto (come ho fatto io) di lampredotto.
[Ci sono cose squisite che qui, su San Lorenzo, non troverete mai: sono quei piatti, quelle preparazioni, quei cibi di strada intimamente legati al territorio, che è possibile gustare solo essendo lì, andando sul posto. Se avete da raccontarne (dall’Italia e non), scrivetemi qui.]






Caro Antonio,
Esiste un libro “I mangiari di strada” edito da…. boh, appena lo ritrovo ti scrivo il nome della casa Editrice
o magari su Google digitando il titolo….comunque e´un ottimo libretto e l’ ultima volta che ho mangiato il panino al lampredotto ( da noi si dice “trippa”) e´stato ahimé dieci anni fa, tanto che pensavo fossero scomparsi. Come pensavo fosse scomparsa la grattachecca che invece ho ritrovato sempre uguale a se stessa a Viale Britannia a Roma, una sera della scorsa estate. Dissi al grattacheccaro che “l’ ultima volta che l’ ho comnprato costava quindici lire..” E quello con ironia “Ah, du’ sere fa´…”. In altre parti di Italia si chiama granita ma in veritá e´ghiaccio tritato su cui si versano le essenze di menta, tamarindo, orzata. A quanto so in tutta Roma ce ne sono rimasti si e no una decina scarsa di baracchini che servono la grattachecca. Mangiare di strada anche quello, no ?…..
Ciao,
Carlo
Scritto da Carlo Merolli, il 7 Luglio, 2006 at 17:35
mi appunto del tuo panino che se capito da firenze va assaggiato!
vedo di indicartene altri di cibi di strada assaggiati da noi che siamo sempre in giro…
bè il tartufo di pizzo, quello buono, non lo mangi per strada ma seduto al tavolino di uno dei bar della piazza di Pizzo (Belvedere o Ercole, i nomi dei must)…vale???
ad ogni modo è uscito recentemente Street Food di C. Cambi… acquistato dopo averlo sentito in un intervista su radio2. Lo teniamo in macchina per tutte le evenienze e i languorini di viaggio quando siamo in giro…per ora sperimentata solo una pizza e un rustico nei dintorni dell’università di cosenza…
Scritto da catepol, il 11 Luglio, 2006 at 20:23
Un ottimo panino con il Lampredotto si può mangiare anche senza entrare in centro a Firenze. Basta fermarsi al Galluzzo (prima frazione che si trova entrando a Firenze da Firenze Certosa (uscita A1)). Nella piazza principale del Galluzzo c’è un bar piccolo in un casottino che fa un lampredotto notevole.
Scritto da Francesco Antoni, il 16 Ottobre, 2006 at 17:07
Ciao Antonio,
ho letto con piacere il tuo pezzo sul lampredotto su questo tuo blog e volevo solo segnalarti che esiste il mio sito web www.streetfood.it dedicato specificamente al fenomeno del cibo di strada. E’ una mappatura di tutti i cibi di strada da Nord a Sud dello stivale con altre cose interessanti.
Il cibo di strada non è una moda e non deve esserlo ma è e rimane un mito, si tratta solo di farlo rivivere e gustare.
allora mi raccomando: www.streetfood.it
a presto
Massimiliano
Scritto da Massimiliano Ricciarini, il 2 Febbraio, 2007 at 10:24