Di pesto, di noci, d’anacardi e di pinoli
Ah, dàlli all’impostore! Così sembra voler dire qualche simpatico blogger che, autonominatosi Vestale dell’Unico Vero Pesto, si è stracciato le vesti al legger di noci e di anacardi tra gli ingredienti del pesto ricevuto. Vediamo allora di chiarire.
Uno dei fronti di guerra permanente che caratterizzano le mille scuole di pensiero sul pesto (come su di ogni vera ricetta locale) è quello che divide quelli che per-carità-solo-i-pinoli-mi-raccomando e quelli che ma-manco-per-niente-avanti-con-noci-e-tutto-il-resto. Vorrei dunque annunciare ai belligeranti tutti, che San Lorenzo ha irenisticamente pensato bene di proporre e vendere entrambe le versioni del pesto: una, il Pesto alla Genovese, con basilico di Prà, anacardi noci e pinoli; l’altra, il Pesto della Riviera Ligure, con basilico ligure e nient’altro che pinoli. Ah, tanto per chiarire: gli anacardi costano un occhio della testa, e chi ce li mette (per quanto genovese…) non lo fa certo per risparmiare, tutt’altro.






Ciao Antonio,
sai che ti stimo, e la mia affermazione mi sembra avvalorata dai fatti. Però devo difendere il mio lavoro,molto legato al pesto, che è per quanto possibile coerente e integralista.
Tu stai sbagliando spostando il problema: non esistono correnti di pensiero sul pesto, almeno a Genova ( e non in Liguria) dove è nato. Il Pesto è il Pesto. Che poi ciascuno a casa propria possa farlo come vuole è un altro discorso. Qualcuno fa il vino con le mele, ma almeno lo chiama sidro!
E pur piacendomi, non mi sembra la stessa cosa di quello fatto con l’uva…
Esistono prodotti industriali, ai quali la ricetta è stata adattata e prodotti artigianali, la cui ricetta è fedele a quella tradizionale. La tradizione non prevede l’uso si anacardi, seme oleoso di provenienza solitamente africana, utilizzato dall’industria perchè più grasso e stabile dei pinoli (non fermenta).
Il prezzo è elevato ma comunque più basso di quello dei pinoli.
Gli anacardi contribuiscono ad evitare che si crei quello spiacevole strato di olio sulla superficie del prodotto.
Il pesto preparato secondo la ricetta tradizionale, quella creata sulla base della bontà e non seguendo logiche commerciali, non può ad oggi essere conservato al di fuori del frigorifero, pena la fermentazione.
Può essere pastorizzato, ma non è più la stessa cosa. Può essere, come forse è il tuo, essere ottenuto con basilico disidratato… ma allora cosa serve comperarlo da un’azienda che lo fa
a Prà ?
mi sa che non finirà qui…
Scritto da Roberto Panizza, il 2 Marzo, 2006 at 12:02
Bene, signore e signori, la cosa adesso comincia a farsi davvero interessante. Per chi non lo sapesse, Roberto Panizza è il signor http://www.pestogenovese.com, perciò, per prima cosa (almeno da parte mia) giù il cappello: discutere di pesto con lui è come discutere di filosofia con Aristotele.
Ciò detto e precisato, Roberto, bisognerebbe riuscire a organizzare qualcosa perché la discussione possa avvenire con l’adeguato affiancamento della pratica (assaggi ecc.) alla teoria (storia approfondimenti ecc.)… un “seminario di studio” (e non solo) molto ben fatto sul pesto? Idee?
Scritto da Antonio Tombolini, il 2 Marzo, 2006 at 13:31
A parte che ahinoi pestogenovese.com was not found
indiciamo il “Primo Incontro Internazionale sul Pesto ed il suo
territorio”.
E chi piu´ne ha piu´ne metta!….
Scritto da Carlo Merolli, il 3 Marzo, 2006 at 15:01
Bhe, was not found perchè dopo in com c’è finita una virgola :).
Per quanto riguarda i confronti, non mi vorrai mica trascinare in un gorgo di controspedizioni! Non me lo posso permettere, magari potrei mandarlo solo agli insoddisfatti! In ogni caso, Altroconsumo lo ha giudicato il miglior pesto prodotto in Italia, e non certo grazie al mio peso politico….
Per quanto riguarda la manifestazione:
Antonio dammi un paio di settimane e ti mando la documentazione completa!
L’evento è in preparazione
e sarà di portata epocale, bisogna avere solo un po’ di pazienza
Scritto da Roberto Panizza, il 4 Marzo, 2006 at 11:15
Confermo: senza la virgola il sito si fa trovare - e ci si arriva anche per vie linkate. Mi scuso della pigrizia mentale. E´un sito chiaro, fatto bene ed invitante.
Scritto da Carlo Merolli, il 4 Marzo, 2006 at 14:39
a noi quello noci e anacardi è proprio piaciuto
Scritto da catepol, il 4 Marzo, 2006 at 19:38
“Così sembra voler dire qualche simpatico blogger che, autonominatosi Vestale dell’Unico Vero Pesto, si è stracciato le vesti al legger di noci e di anacardi tra gli ingredienti del pesto ricevuto.”
Antonio, la trovata pubblicitaria di regalare il pesto e le trofie ai blogger, per far parlar di voi è stata geniale, sicuramente apprezzata… ma non rovinare tutto prendendo in giro l’unico che non ha dato un giudizio positivo sull’omaggio.
Scritto da Simone Chiaretta, il 5 Marzo, 2006 at 20:54
Simone, prima di tutto io di “trovate pubblicitarie” non ne faccio: pesto al blogger mi sembrava un modo simpatico per avviare un dialogo e delle conversazioni tra noi e il resto della rete, cosa che mi pare funzioni.
Su Stefano, invece, mi sa che non mi sono spiegato: la mia ironica espressione (che peraltro non voleva essere affatto offensiva) non si riferiva per nulla a Stefano, il cui post ho invece molto apprezzato (come ho detto esplicitamente, e come dimostra il fatto che sono stato io a citarlo direttamente in homepage, cosa che non ho fatto con tutti i post elogiativi). La battuta era riferita ad alcune mail ricevute in privato: mi scuso se la cosa non era sufficientemente chiara. E ora… occhio al Pesto al Blogger “Permanent Edition”!
Scritto da Antonio Tombolini, il 5 Marzo, 2006 at 21:38
Non è vero che gli anacardi costano più dei pinoli.
Scritto da Luca, il 19 Novembre, 2007 at 10:28